Elezioni Sindaco Genova 2025: siamo alla svolta?
Elezioni Sindaco Genova 2025: Piciocchi in altalena, Salis vola: Genova ha già scelto il futuro?
Il candidato di centrodestra rimbalza, la rivale macina consensi. E il distacco è una voragine.
1. Il tonfo e la rimonta mancata – cronaca di un naufragio annunciato
I dati del WBVI Web Brand Visibility Index sono spietati: tra il 22 marzo e il 24 aprile 2025, Pietro Piciocchi ha oscillato senza mai dare un reale segnale di recupero.
Partito con un distacco di oltre 15.000 voti rispetto a Silvia Salis, ha vissuto una breve fiammata il 18 aprile, salvo poi crollare di nuovo. Il divario finale? Un abisso da 19.499 voti.

L’incapacità di consolidare una base di visibilità solida è un segnale inequivocabile.
Piciocchi, nonostante una certa visibilità iniziale e una posizione amministrativa che avrebbe dovuto garantire un punto di partenza solido, non è riuscito a tradurre la sua presenza istituzionale in un vantaggio competitivo reale nella visibilità online.
I numeri del WBVI Web Brand Visibility Index mostrano che la base elettorale di Piciocchi è rimasta piuttosto fredda o forse disillusa, e che i tentativi di rilancio – per quanto aggressivi – non hanno ancora attecchito permanentemente.

Le grandi oscillazioni nel consenso, come abbiamo già analizzato nella precedente rilevazione, e come ben visibile dal grafico sopra, mostrano che che la campagna di Piciocchi, sia generata più da una reazione agli eventi che da una strategia mirata di visibilità sul web.
Al contrario Silvia Salis sembra aver trovato un passo nella comunicazione digitale più sicuro e incisivo.
In questo scenario, questo dovrebbe far scattare un segnale d’allarme nei responsabili delle comunicazione di Piciocchi e trovare una traiettoria che sappia convincere le persone a seguirlo maggiormento.
La campagna di Piciocchi è stata forse costruita in modo poco web e poco social, e questa prima parte della corsa elettorale lo ha messo definitivamente in chiaro, al contrario di quella di Silvia Salis che sul web è tornata a dominare la scena.
2. Salis: una macchina da guerra elettorale
Costanza e strategia. Silvia Salis ha registrato un andamento sempre solido, culminando in una crescita impressionante del 62% nell’ultima rilevazione.
Dai 19.257 voti iniziali ai 24.342 del 24 aprile, la candidata del centro sinistra sembra inarrestabile.
Il merito di Silvia Salis non è solo nei numeri, ma nella direzione che ha saputo imprimere alla sua campagna web.
Già nell’analisi della scorsa settimana abbiamo notato che dopo la caduta iniziale, la Salis ha avuto una curva sempre crescente nel WBVI Web Brand Visibility Index.
Sicuramente ha costruito un racconto coerente, capace di raccogliere grande visibilità sul web, in particolare sui social.
Le rilevazioni del WBVI Web Brand Visibility Index lo confermano: dopo una caduta iniziale, non c’è un solo momento di calo, nessuna retromarcia, nessuna incertezza.
Ogni settimana ha consolidato quanto ottenuto e ha fatto un grande exploit nell’ultima rilevazione.
L’impennata finale, che la porta a superare la soglia dei 24.000 voti, è probabilmente figlia di un lavoro capillare nella comunicazione e ha saputo reagire comunque a una situazione che vedeva Piciocchi eroderle pian piano terreno nella visibilità online.
Di certo alcune chiavi comunicative inserite nella campagna elettorale di Silvia Salis sono state molto efficaci.
Genova, oggi, sembra vedere in lei non solo un’alternativa, ma forse il futuro sindaco (?)
3. Piciocchi a corrente alternata
Il 18 aprile sembrava l’inizio di una rimonta: +129%, più che raddoppiati i voti. Ma la settimana successiva, il tracollo: -46%. Un andamento schizofrenico che lascia pochi dubbi sulla fragilità del consenso e della campagna di comunicazione digitale di Pietro Piciocchi.
Il dato del 18 aprile del WBVI Web Brand Visibility Index, preso singolarmente, avrebbe potuto rappresentare una svolta.
In molti, tra i sostenitori di Piciocchi, avevano esultato per quello che appariva come il primo vero segnale di reazione.
Ma il crollo immediato in una settimana, ha annullato ogni entusiasmo. Un -46% è più di un inciampo: è la certificazione di una campagna che non riesce a mantenere il passo con la sua principale avversaria.
La variabilità estrema del consenso riflette una comunicazione che alterna registri e target senza una direzione chiara.
La nostra percezione è di una poca coerenza comunicativa, che cerca di dire tutto e il suo contrario (questo lo fa anche Silvia Salis, per onestà!).
4. La differenza che pesa: oltre 19.000 voti di scarto

Con un trend del genere, è lecito chiedersi se Genova non abbia già deciso?
Piciocchi perde terreno, Salis avanza spedita. Un’inerzia difficile da ribaltare a meno di un terremoto politico o comunicativo.
Il dato che più colpisce, osservando le rilevazioni del WBVI Web Brand Visibility Index, è la crescita del divario tra i due candidati.
Si parte con oltre 15.000 punti di scarto e si arriva, il 24 aprile, a sfiorare i 20.000 punti WBVI.
In termini percentuali e simbolici, è una montagna che difficilmente si scala a poche settimane dal voto.
Non è solo una questione numerica, ma c’è da chiedersi se non sia una dinamica che si autoalimenta (viralità).
Chi percepisce un vincitore tende ad allinearsi, a meno di motivazioni molto forti per l’alternativa.
Piciocchi sembra non riuscire a esprimere quella spinta, quella proposta capace di ribaltare il copione. La Salis, al contrario, capitalizza ogni indecisione dell’avversario.
Questo vantaggio progressivo semba non essere una coincidenza, ma il risultato di una strategia pensata e più coerente.
Il problema di fondo per Piciocchi nella visibilità web non è solo recuperare il gap: ma invertire una percezione nell’opinione pubblica. Quando si perde il frame della battaglia, anche i numeri diventano nemici. Ed è ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti.
5. Elezioni Sindaco Genova 2025: Piciocchi cambiare rotta o prepararsi alla disfatta, Salis perseverare e migliorare
La campagna digital per il centrodestra genovese è a un bivio. O si trova un messaggio e una strategia capace di accendere l’elettorato e dare continuità alla visibilità, o si rischia di archiviare la sfida prima ancora del voto.
Le prossime settimane saranno ovviamente decisive per la credibilità e la lotta nella visibilità online dei candidati, si tenga presente che gli indicisi arrivano spesso fino alla soglia della cabina elettorale con dubbi e decisioni da prendere.
A Pietro Piciocchi serve un cambio di marcia radicale: serve un nuovo racconto, una nuova energia, forse anche un cambio di strategia globale nel web. Ma il tempo stringe, e le narrazioni non si costruiscono in laboratorio.
Silvia Salis, di contro, dovrà continuare la sua narrazione e colmare comunque i punti di debolezza che ci sono nella sua visibilità nel web, primo fra tutti l’utilizzo del suo sito web, presente online ma praticamente non visibile ai più.
Come sempre abbiamo detto e sempre diremo è che il WBVI Web Brand Visibility Index è un indice di visibilità, non è un sondaggio (e non vuole esserlo) e non ha pretese rispetto alla validità dei messaggi e dei programmi dei candidati, ma… ma ci chiediamo se la nostra misurazione del web non sia realmente una “vera” fotografia di quanto accade per le Elezioni Sindaco Genova 2025.

