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Nel 2023 avevamo pubblicato i 7 trend del CRM per il 2024 (legRPAgi qui l’articolo).

 

Spoiler: molte di quelle previsioni si sono puntualmente avverate – soprattutto su AI, automazione e CRM in cloud.

 

Nel frattempo il CRM ha fatto un altro salto in avanti: oggi parliamo di agenti AI integrati nei processi, dati unificati in tempo reale, privacy “by design” e workflow che diventano veri e propri motori per generare ricavi.

 

Come Mare Consulting, stiamo lavorando su importanti progetti CRM (in particolare nel mondo del turismo e degli eventi B2B), quindi questi trend del 2026 non sono teoria, ma quello che vediamo ogni giorno nei progetti e nei numeri.

 

L’articolo è scritto da Riccardo Grassi, consulente, project manager e gestore di aree CRM con esperienza in realtà complesse come TIM, Siemens, Axpo, Banca Popolare di Milano (BPM), Ariston Thermo e Leonardo, etc. Unisce un approccio ingegneristico ai numeri con una forte attenzione alla relazione con il cliente, per trasformare i progetti CRM in risultati di business misurabili.

Leggi il libro di Riccardo Grassi: CRM: Filosofia, Strategia e Pratica!: Customer Relationship Management

 

 

I 7 trend del CRM nel 2026 da tenere d’occhio

 

1. Dal “CRM con AI” al CRM con copilota

 

Nel 2024 si parlava genericamente di Intelligenza Artificiale nel CRM. Nel 2026 il salto è il agenti AI integrati nel CRM che:

 

  • suggerisce le prossime azioni su lead e clienti;
  • prepara bozze di email, preventivi e follow-up;
  • riassume chiamate, ticket e meeting;
  • aiuta a fare pulizia su duplicati e dati sporchi.

 

I modelli generativi non sono più gadget: vengono incorporati nei CRM per automatizzare pezzi interi di lavoro commerciale e customer care. Per chi vende e fa assistenza questo significa meno tempo perso su attività ripetitive e più tempo su trattative e relazione.

 

2. Dati unificati: CRM, Marketing Automation e CDP

 

Il CRM non è più “l’agenda digitale” di venditori e customer care. Nel 2026 il vero vantaggio competitivo è avere un’unica visione del cliente, alimentata da:

 

  • CRM (vendite e post-vendita);
  • piattaforma di marketing automation;
  • Customer Data Platform (CDP) che raccoglie dati da sito, campagne, app, eventi, CRM stesso.

 

Chi riesce a unificare tutto in un profilo cliente coerente può:

 

  • personalizzare comunicazioni e offerte in tempo reale;
  • segmentare non solo per “chi è” il cliente, ma per “cosa fa” e “cosa probabilmente farà”;
  • alimentare l’AI con dati puliti e completi (altrimenti il modello restituisce solo rumore).

 

Messaggio chiave: senza una base dati unica e governata, l’AI nel CRM rende metà del suo potenziale.

 

3. Iper-personalizzazione e customer journey personalizzati

 

Nel 2026 il cliente non si accontenta più di una newsletter con il nome nel subject. Si aspetta:

 

  • messaggi coerenti su email, SMS, WhatsApp, social e telefono;
  • offerte costruite sul suo comportamento reale, non su segmenti generici;
  • interazioni che tengano memoria del contesto, senza ripetere ogni volta la stessa storia.

 

Il CRM diventa il cervello che:

 

  • registra ogni interazione nel tempo;
  • alimenta modelli predittivi (“chi rischia di abbandonare”, “chi è pronto per un upsell”);
  • orchestra campagne e flussi automatici sui vari canali.

 

Risultato: meno campagne massive e più journey disegnati sul ciclo di vita reale del cliente.

 

4. Automazione intelligente: dal RPA ai workflow “agentici”

 

Nel 2024 parlavamo di RPA Robotic Process Automation per automatizzare i compiti ripetitivi. Nel 2026 lo scenario è più evoluto:

 

  • non si automatizza più solo il singolo task, ma l’intero workflow commerciale o di servizio;
  • agenti AI muovono dati tra sistemi, preparano report, aprono ticket, propongono sconti, segnalano anomalie sui tempi di risposta.

 

Per le imprese questo significa:

  • meno tempo speso a spostare dati tra fogli, CRM e gestionali;
  • processi più veloci e misurabili;
  • possibilità di scalare volumi senza raddoppiare il team.

 

Il CRM diventa il punto di regia di questi workflow, non solo il posto dove “salvare le anagrafiche”.

 

5. Privacy, sicurezza e AI etica nel CRM

 

Con AI e dati sparsi ovunque, il 2026 è l’anno in cui privacy e conformità diventano davvero centrali nel CRM:

 

  • gestione trasparente dei consensi (canale, finalità, durata);
  • log di accesso e utilizzo dei dati a prova di audit;
  • modelli di AI addestrati e usati con logiche di minimizzazione dei dati.

 

Chi fa CRM serio nel 2026 non parla solo di “campagne più efficaci”, ma anche di fiducia e sicurezza come parte dell’offerta.

 

6. Conversational CRM: chatbot evoluti, voce e assistenza 24/7

 

I chatbot “a menu” sono già vecchi. Nel 2026 parliamo di:

 

  • chatbot e voicebot che comprendono il linguaggio naturale;
  • passaggi fluidi tra bot e operatore umano, con il contesto che viaggia insieme;
  • assistenti virtuali integrati nel CRM che aggiornano record, aprono ticket, fissano appuntamenti.

 

Il cliente interagisce via chat, voce, social o app e si aspetta:

 

  • coerenza di tono e contenuti;
  • risposte immediate sulle richieste semplici;
  • persone reali disponibili sui casi complessi.

 

Il CRM è il “dietro le quinte” che tiene insieme tutte queste conversazioni e permette di vederle in un’unica timeline cliente.

 

7. Il CRM come motore di ricavi (non solo archivio contatti)

 

Ultimo trend, ma forse il più importante: il CRM nel 2026 viene giudicato sui ricavi che aiuta a generare, non sulle funzionalità che ha.

 

Le aziende più avanzate lo usano per:

 

  • forecast di vendita supportati da AI, con alert sulle opportunità a rischio;
  • simulazioni di scenario (prezzi, mix prodotti, canali) basate su dati storici e comportamentali;
  • analisi del valore del cliente nel tempo (CLV) per decidere dove investire davvero.

 

In parallelo cresce l’adozione di modelli RevOps, dove vendite, marketing e customer service lavorano sullo stesso CRM, con gli stessi numeri.

 

Trend del CRM nel 2026: e adesso?

 

Nel 2023 avevamo previsto che AI, cloud e automazione avrebbero cambiato il CRM nel 2024. È successo.

 

Nel 2026 il passo in più è chiaro:

 

  • AI e agenti intelligenti diventano parte dei workflow, non progetti sperimentali;
  • i dati cliente si unificano e diventano il vero patrimonio dell’azienda;
  • privacy, sicurezza e fiducia entrano tra i KPI del CRM;
  • il CRM viene misurato per il contributo ai ricavi, non per “quante anagrafiche contiene”.

 

Chi inizia ora a mettere a terra questi trend si ritroverà tra 12–24 mesi con un CRM che lavora davvero per il business, non solo con un altro software da compilare.

 

FAQ sui trend CRM 2026

 

Che cosa si intende per “CRM con copilota AI”?

Per “CRM con copilota AI” intendiamo un CRM in cui l’Intelligenza Artificiale non è un modulo a parte, ma un assistente integrato che suggerisce le prossime azioni, scrive bozze di email, riassume chiamate e ticket, aiuta a ripulire i dati e supporta vendite e customer care nelle attività quotidiane.

 

Perché nel 2026 è così importante unificare i dati di CRM, marketing e vendite?

Perché senza una vista unica del cliente (dati da CRM, marketing automation, sito, eventi, app, ecc.) non è possibile personalizzare davvero le comunicazioni, fare previsioni affidabili né alimentare correttamente i modelli di AI. I silos di dati rendono meno efficaci sia le campagne sia le attività commerciali.

 

In cosa cambia l’automazione CRM rispetto alla “semplice” RPA?

La RPA classica automatizza singoli task ripetitivi. L’automazione CRM nel 2026 lavora su interi workflow: dal lead che entra da una campagna fino alla firma del contratto e all’onboarding, con agenti AI che spostano dati, aprono ticket, avvisano la forza vendita e generano report in modo coordinato.

 

Come si concilia l’uso dell’AI nel CRM con GDPR e privacy?

Un CRM moderno integra gestione dei consensi granulare, log di accesso ai dati, politiche di minimizzazione e anonimizzazione e strumenti per rispondere rapidamente alle richieste degli utenti. L’AI va addestrata e usata su dati raccolti in modo lecito, con finalità chiare e conservazione limitata.

 

I chatbot evoluti sostituiranno il customer service umano?

No. I chatbot e i voicebot gestiranno in autonomia le richieste semplici e ripetitive, ma per i casi complessi resterà centrale l’intervento umano. Il valore aggiunto sta nel passaggio fluido tra bot e operatore, con il CRM che mantiene il contesto della conversazione in un’unica timeline cliente.

 

Come misurare se un progetto CRM sta davvero generando ricavi?

Oltre alle metriche di utilizzo del CRM (utenti attivi, record aggiornati), è necessario collegare il sistema a KPI di business: tasso di conversione lead–>cliente, valore medio delle opportunità, churn rate, Customer Lifetime Value, ricavi da upsell/cross-sell e riduzione dei tempi di gestione delle richieste.

 

Linkipedia: risorse esterne di approfondimento

 

 

 

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